Premio Luciana Notari 2016 – le motivazioni della giuria

VINCITORI SEZIONE EDITI

 

PASQUALE DI PALMO – TRITTICO DEL DISTACCO

Nelle poesie di Pasquale Di Palmo appaiono spesso paia d’occhi appuntiti, come immaginiamo siano i suoi: lo sguardo che Di Palmo posa sul mondo è infatti insieme acuto e compassionevole, ma di una compassione contenuta, diremmo quasi trattenuta per non esondare, pur trattando qui ovunque la materia incandescente del distacco. Le sole concessioni sono quelle che il poeta fa al cielo, a volte dal “colore schiacciato, di decomposta aringa”, altre volte messo lassù a divincolarsi fra i rami. La sostanza del cielo è quella di un organismo vivente e respirante sopra le architetture veneziane, di una città contemporanea e vicina a quella, malinconica e bellissima, camminata da Josif Brodskij. Altrove, in una delle prose finali, il cielo sarà “carta moschicida”, dunque elemento che raccoglie una infinitesimale materia viva, per farla morire. Morire come mosche, si dice – ovvero alla spicciolata, a frotte, come esseri che non sanno morire come si deve, con i dovuti congedi, semplicemente perché hanno dimenticato di dover morire. Di Palmo ha il coraggio della realtà, soprattutto nelle descrizioni della decadenza fisica degli anziani del “Centro Alzheimer” dove il poeta va a trovare il padre e intanto indaga intorno, vede gli altri, con un’intelligenza concreta, che non si risparmia e non ci risparmia la verità di quello che aspetta noi esseri umani intanto presi dall’avventura stessa di dimenticare la vita e, con essa, la morte. Ecco la solitudine irresponsabile e immedicabile dei ricoverati, ecco la verità dei loro corpi fragilissimi, ecco la loro assenza preventiva dal mondo, che li difenderà dall’ultimo dei distacchi. Ed ecco infine le prose, nelle quali, con una lingua ancora esatta e materiale, viene sbozzata la statua della memoria, affogata di sole e di perdita, lasciata in piedi nella luce “allucinata” del tempo.

MARGHERITA RIMI – NOMI DI COSA-NOMI DI PERSONA

Margherita Rimi è neuropsichiatra infantile e di bambini, onestamente, si occupa la sua poesia. Come esergo e – diremmo quasi nota introduttiva – del libro è posto un frammento di Alice Miller, nel quale viene detto che il corpo è “incorruttibile, cessa di tormentarci solo quando non rifuggiamo più la verità”. Data questa premessa, ci prepariamo ad affrontare la verità che ci verrà detta. La poesia di Rimi sta a metà tra Rodari e Lamarque, simula – o trascrive – il linguaggio infantile dicendo cose serie e feroci (come la violenza che si subisce mentre i grandi si accecano per non vedere), malinconiche (come la ricerca difficile della propria identità dopo che siamo stati danneggiati), dolorosissime (come la breve sezione sull’autismo, dove impera il dolore della “madre frigorifero” coniata e demonizzata da Bettelheim) – o insopportabili (come il ricordo di Palmina Martinelli, bruciata viva perché rifiutò di prostituirsi). Tutto questo perché la poesia, per Rimi, che lo scrive chiaramente, citando Antonio Presti, è responsabilità del pensiero. Ci interessa che una dottoressa che lavora (anche, immaginiamo) con bambini che hanno difficoltà di apprendimento usi anche altre lingue nella sua poesia: la deduzione è che Rimi voglia anche seriamente giocare con parole e teorie, che spesso intreccia alla propria poesia. Questo proposito appare con chiarezza nella sezione Patologhia, nella quale Rimi rivendica la corporalità del corpo, il diritto del corpo a venire ascoltato attraverso la voce chiara e concreta dei suoi sintomi, chiudendo così il cerchio che aveva aperto con l’esergo di Miller. Possiamo dire che, con Nomi di cosa-Nomi di persona, Rimi metta in pratica quanto ella stessa scrive, ovvero attinga alla propria infanzia per comprendere – più che per osservare asetticamente – l’infanzia degli altri: solo chi ha ancora vivo dentro di sé l’indifeso bisogno di una carezza, può riconoscere lo stesso bisogno in un altro. Anche nel proprio figlio. Aggiungendo poi che, nella complessa costellazione che siamo, “anche una madre si tiene fra le braccia”.
MILO DE ANGELIS – INCONTRI E AGGUATI

Al principio si parla di una morte inserita tra cose quotidiane, si parla di una trattativa millimetrica, di una sottile guerra d’intelligenze, di apparizioni e scomparse di lei, che arriva sempre mirabilmente inattesa. La lotta del poeta è anche con se stesso poeta, forse, anche per mettersi finalmente a tacere, per stare dalla parte della morte. Eppure no. Eppure rinviene sempre, ancora e sempre rinviene, dentro di sé, quel silenzio incantato e involontario, che germina e fruttifica in una parola perfetta. “Precisa”, come scrive lo stesso De Angelis. E preciso è il grido di amore e dolore che rivolge al figlio: grido di padre che non può aiutare un’esistenza che si è staccata dalla sua, doloroso assenso di genitore che non può consolare quel buio oscillante nella fronte del figlio, quell’immeritato castigo. Ne segue la dedica a un Mario, probabilmente Mario Benedetti, anch’egli fatto irraggiungibile, chiuso in un tempo onirico dove vede “qualcosa di buono e lontano”.
Cosa rende poeti?, mi chiedo. Il coraggio, mi rispondo. Il coraggio di sentire – e poi di scrivere versi come “e io adesso ti rifiuto / e ti amo, come si ama un seme fecondo e disperato”. E il coraggio emotivo e umano (prima del poeta è indispensabile l’uomo!) di De Angelis, meglio si manifesta nella rischiosissima ultima sezione, Alta sorveglianza, scritta sul carcere di Opera, dove De Angelis insegna e dove è stretto a riflettere intorno all’uccisione della cosa amata, come scriveva amaramente Oscar Wilde dal carcere di Reading. Nel carcere le parole fanno diga al veleno del silenzio: il silenzio del carcere non è quello atemporale e onirico che abita i poeti, è il silenzio feroce di una morte in vita che, come la morte della prima sezione, sembra iniettare “nell’alba il suo buio primitivo” e lascia dilagare una disfatta, una disfatta solitudine, non la fusione cosmica all’esistente. Dunque, ai detenuti occorre parlare con parole che siano anche semplicemente suono, testimonianze sonore di esistenza in vita. Se l’omicidio è potuto avvenire, è stato perché tutto era solo “pensiero”. Come per Gustav Richter, il giardiniere di Spoon River. Ma qui si tratta di ben altro pensiero, si tratta di fissazione del pensiero e di una lontananza che non induce alla pace, ma all’amplesso finale di amore e morte, a quella donna uccisa da vicino come per amore, ma a colpi di coltello. Il carcere di De Angelis è sì nebuloso e interiore, ma è anche vivo, popolato e reale: il poeta non risparmia stoccate ai volontari e ai preti predatori, ma il bellissimo Incontri e agguati si chiude con lo struggente corale di chi ha assassinato e adesso è abitato dal fantasma del proprio omicidio, messo a disposizione di tutti – e chissà se stiamo infine cantando la nostra salvezza, tracciata a mani nude sull’asfalto o, piuttosto, una condanna a morte desiderata, la nostra: “esecuzione”.

 

VINCITORI SEZIONE INEDITI

 

Marco MITTICA

La dimensione affettiva dei versi di Marco Mittica ci accoglie come sull’uscio di una lingua accogliente e smaliziata per poi mostrarci, impietosamente, la “ruga sul volto di Dio”. I luoghi, così come gli affetti umani e quelli animali, sono oggetto di una sottile, amara decomposizione che il poeta non può e non vuole non vedere. E allora sceglie di cantarla, con versi brevissimi e addomesticati, da cui urgono, lucidi e beffardi, i segni di una realtà di morte, di contraffazione, di intossicazione. Chiamato a scrivere della natura, Mittica gioca con i topoi del domestico e dell’idilliaco disarticolandoli e consegnandoli a un’affascinante brevità.

Annalisa DE GREGORIO

La natura di Annalisa De Gregorio sta tutta in un reticolato di sguardi: prolungati, evitati, catturati dentro fotografie menzognere: “farsi invisibile”, “nessuno che guardi”, “l’occhio fisso d’una macchina fotografica”. La dimensione della vista sembra regolare il moto e le distanze di questa poesia ombrosa, che sommessamente ma con tenacia cerca la verità nei segni degli oggetti, dei fiori, delle piante o di luoghi silenziosi e desolati. In questi versi, si consuma infatti il dramma della visione, attesa, rimandata, arrivata d’improvviso a rivelarci “il dolore per la perfezione”. Poesia attenta e intensa, che ci porta all’appuntamento con l’inevitabile consegnandoci infine un viatico speranzoso e incoraggiante: “ce la faremo tutti”.

Alessandra SCARANO

E’ essenzialmente e autenticamente panica l’esperienza che si consuma nei versi di Alessandra Scarano; trae voce da un corpo che si fa strumento e che risuona nei ritmi e nei riti di passaggio delle stagioni così come in cataclismi evocati con la forza della profezia. Questo incarnarsi nelle cose terrene fa della poesia un monologo febbrile e appassionato, un tu per tu cosmico e immaginifico che travalica l’identificazione e che non può lasciarci indifferenti. Con una pronuncia netta, Scarano ci dichiara: “Senza sapere dove / sono nata, so dove ho preso casa”. E la casa è quella della parola aurorale, della prima proferizione, “quando l’eco tra le rocce e il mare aperto / si riflesse sulle onde in forma d’alfa”, generando il canto da cui la poesia, nel suo modo oscuro e necessario, prende forma e vita.

 

 

Leave a Comment

Filed under Senza categoria

Premio Luciana Notari 2016 – Vincitori e finalisti

Questi i nomi dei vincitori e finalisti dell’ottava edizione del Premio nazionale di poesia “Luciana Notari” 2016. Ricordiamo che la premiazione si terrà sabato 16 aprile 2016, a partire dalle ore 10.30, presso la Sala dell’Orologio del Caos di Terni, in via Campofregoso.

 

SEZIONE EDITI

1° classificato: Milo De Angelis Incontri e agguati, Mondadori

2° classificato: Margherita Rimi, Nomi di cosa-Nomi di persona, Marsilio

3° classificato: Pasquale Di Palmo, Trittico del distacco, Passigli
SEZIONE INEDITI

1° classificato: Alessandra Scarano
2° classificato: Anna Elisa De Gregorio
3° classificato: Marco Mittica

Leave a Comment

Filed under Senza categoria

POETRY SLAM NUMBER 2, la parola ai poeti

image

L’Associazione Gutenberg, nell’ambito del Festival TerniPoesia, organizza il suo secondo Poetry slam, una gara di poesia aperta a tutti e tutte!
Il Poetry slam si terrà il giorno 15 aprile 2016, alle ore 21, all’interno del festival TerniPoesia, che si svolgerà al Caos di Terni, Viale Campofregoso 98.
La partecipazione al Poetry slam è aperta a tutti. E’ necessario solamente iscriversi inviando una mail a gutenberg98@fastwebnet.it oppure contattandoci sulla nostra pagina Facebook, entro le ore 13 del 15 aprile 2016
La gara seguirà il seguente regolamento:

Le poesie possono essere su qualsiasi soggetto e in qualsiasi stile.
Ogni poeta deve presentare propri testi originali.
Ogni autore avrà a sua disposizione un tempo complessivo massimo di 4 minuti.
Non è permesso utilizzare alcuno strumento musicale o traccia musicale preregistrata.

Turni di eliminazione:

I concorrenti saranno inizialmente divisi in due gruppi, A e B. Una volta stilata la classifica provvisoria, passeranno alla seconda manche i tre poeti di ogni gruppo ad aver ottenuto il punteggio più alto.
Nella seconda manche, i poeti verranno riuniti in un unico girone. Passeranno alla fase finale i primi due poeti, sulla base della classifica provvisoria.
La terza e ultima manche vedrà lo scontro testa a testa tra i due finalisti. Quello che avrà ottenuto il punteggio più alto sarà il vincitore.

Giuria e punteggio:

La giuria sarà costituita a cura dell’Associazione Gutenberg e comprenderà:
Un giudice che, per ogni poesia, darà un voto da 1 a 10 solo ed esclusivamente sulla risposta del pubblico.
Un giudice che, per ogni poesia, darà un voto da 1 a 10 solo ed esclusivamente sulla lettura e sulla performance del poeta.
Due giudici che, per ogni poesia, daranno un voto da 1 a 10 solo ed esclusivamente su contenuto, stile, metrica e altri aspetti specifici del testo.

Il vincitore e tutti i poeti saranno premiati dal caldo applauso del pubblico!

Leave a Comment

Filed under Senza categoria

Conto alla rovescia per la terza edizione di TERNIPOESIA

Aprile è il più crudele di tutti i mesi, scriveva un grande poeta anglo-americano del secolo scorso. Ma anche uno dei più affascinanti. Sarà anche per questo che stiamo limando gli ultimi dettagli della terza edizione del festival di poesia contemporanea, TERNIPOESIA, ancora una volta di scena dei locali del Caos, in via Campofregoso a Terni.

Visto il successo delle due edizioni precedenti, nonostante le risorse economiche veramente limitatissime, abbiamo deciso, noi dell’associazione Gutengerg, di non mollare. E, dunque, rilanciamo. Ci riproviamo. Quest’anno, dal 15 al 17 aprile prossimi,  l’evento si terrà nel segno, essenzialmente, di Eugenio Montale, a 120 anni dalla nascita. È con una “lectio minimalis” dedicata alla poesia dell’ultima fase del grande poeta ligure, Premio Nobel nel 1975 e morto 35 anni fa, che si aprirà il Festival nel pomeriggio di venerdì 15 aprile. Una ricognizione originale nella produzione poetica montaliana degli anni 60 e 70, a cui seguirà una lettura di poesie scelte di Montale. La giornata inaugurale si chiuderà con il Poetry Slam, sorta di gara estemporanea tra poeti che nelle scorse edizioni ha avuto un successo significativo. La giornata di sabato sarà ancora piena: in mattinata la premiazione del Premio di poesia “Luciana Notari”, dedicato alla memoria della fondatrice e instancabile animatrice per lunghi anni della GUTENBERG.  Nel pomeriggio  di sabato un interessante incontro sul tema della traduzione del testo poetico, con la presenza di due grandi scrittori di versi e traduttori a loro volta. Chiusura in bellezza, domenica, con un suggestivo spettacolo tra danza e poesia.

Anche quest’anno abbiamo fatto del nostro meglio, ma dobbiamo e possiamo ancora migliorare, non solo per organizzare manifestazioni e appuntamenti sempre più ricchi, ma anche per assecondare ulteriormente la crescente “fame” di poesia, di buona poesia, che si avverte prepotente nella nostra confusa e antica società. Per tentare di fare tutto questo abbiamo bisogno di tutti voi. Ci vediamo a metà aprile al Caos.

Leave a Comment

Filed under Senza categoria

Festa del Tesseramento 2015-2016 Sabato 14 Novembre

Si svolgerà sabato 14 novembre presso Palazzo Primavera, a Terni, la Festa del Tesseramento 2015-2016 dell’Associazione Gutenberg. L’appuntamento è alle ore 16.30 e seguirà una conviviale alle ore 20 presso il Circolo del Drago (prezzo euro 28, prenotazioni entro il 10 novembre)

invito tesseramento 2015-2016 per sito

Leave a Comment

Filed under Senza categoria

L’Associazione Gutenberg festeggia i suoi venticinque anni. Paola Tarani Ferri ha ricordato le origini e le iniziative

Venticinque anni di poesia. E’ ciò che ha dato a Terni l’associazione umbra di promozione culturale Gutenberg, fondata nel 1990 dalla poetessa ternana Luciana Notari che ha portato a Terni molti poeti per proporre loro opere, per parlarne, per commentarle. Valgano solo pochi nomi come quelle delle poetesse Alda Merini e Luisa Spaziani, per giungere a Elio Pecora, Plinio Perilli, Franco Loi. E ancora l’editore della rivista “Poesia” Crocetti che ha illustrato l’opera di poeti contemporanei greci.
Elemento distintivo dell’associazione Gutenberg è sempre stato quella della validità culturale, delle proposte artistiche di ampio respiro, della originalità qualitativa

Leave a Comment

Filed under Senza categoria

Premio Luciana Notari 2015 – Vincitori e finalisti

inviti-premio-2015
Ecco i nomi dei vincitori e finalisti della VII edizione del Premio Nazionale di Poesia “Luciana Notari”!

Per la sezione Libro Edito di Poesia, il vincitore è
FRANCO BUFFONI, “Jucci”, Mondadori
i finalisti sono
DOMENICA MAURI, “Il trattamento della neve”, Italic
LUIGI CANNILLO, “Galleria del vento”, La vita felice

Per la sezione Testi Inediti di Poesia, il vincitore è
GILDA POLICASTRO

Leave a Comment

Filed under Senza categoria

Bando del Premio Nazionale di Poesia “Luciana Notari” 2016

Bando del Premio Nazionale di Poesia “Luciana Notari” 2016

VIII edizione
Scadenza 20 marzo 2016
Il premio di Poesia, giunto alla sua ottava edizione, è organizzato per promuovere la memoria e la conoscenza della poetessa Luciana Notari, autrice di raccolte poetiche di singolare qualità, della quale si vuole anche ricordare l’amore e la fiducia verso il mondo animale e naturale.

Il Premio è organizzato dall’Associazione Umbra di Promozione Culturale Gutenberg, da sempre impegnata nel compito di diffondere la poesia e la scrittura poetica.

La giuria del Premio è composta da Maria Grazia Calandrone, Presidentessa di giuria, Simone Zafferani, Vice Presidente di giuria, Andrea Giuli, Francesca Ordeini, Rosanna Gentili Carini.

Diviso in due sezioni, il premio sarà assegnato annualmente, a insindacabile giudizio della giuria ed escludendo l’ex aequo, a:

1) Libro edito di poesia, al quale andrà la somma di € 1.500,00 (millecinquecento).

I testi partecipanti, editi fra gennaio e dicembre 2015, dovranno essere spediti in cinque copie che devono pervenire entro e non oltre il 20 marzo 2016 alla Segreteria del Premio e dovranno essere accompagnati dai dati personali dell’autore (nome, indirizzo, e-mail, recapito telefonico).
Oltre al vincitore, nella categoria libro edito di poesia, sarà cura della Giuria segnalare altre tre autori finalisti di particolare merito.
2) Poesie inedite dedicate al tema della natura.

I componimenti dovranno essere dedicati al tema della natura, del rapporto tra gli esseri umani e la sfera della vita animale e vegetale, in onore e in ricordo di Luciana Notari e della sua poetica.

Sono ammesse raccolte composte da un numero massimo di 3 (tre) componimenti. Le poesie non dovranno essere state precedentemente pubblicate, pena l’esclusione dal premio.

Al vincitore della categoria andranno € 500,00 (cinquecento)

Coloro che intendono partecipare a questa seconda categoria – e solo loro – dovranno versare una quota di iscrizione di € 20,00 alla Segreteria del Premio. I versamenti potranno essere effettuati esclusivamente tramite bonifico bancario sul conto corrente dell’Associazione Gutenberg (IBAN: IT33 D063 1514 4140 0008 0000 332)

N.B.: non saranno accettate iscrizioni con denaro contante inviato tramite lettera.

Le poesie dovranno essere accompagnate, in busta chiusa, dai dati personali dell’autore (nome, indirizzo, recapito telefonico, email) e dalla ricevuta di pagamento della quota di iscrizione.

La premiazione avrà luogo il 16 aprile 2016, alle ore 11,00 presso la Sala dell’Orologio del CAOS (Centro Arti Opifici Siri) – Via Campofregoso, 3 – TERNI

Gli Autori premiati dovranno essere presenti alla cerimonia pena la decadenza dal premio.

Il materiale pervenuto non sarà restituito.

Le opere dovranno pervenire alla Segreteria del Premio presso Rosanna Gentili Carini – Viale A. Manzoni, 16 – 05100 TERNI

Leave a Comment

Filed under Senza categoria

Premio Luciana Notari 2014 – Vincitori e finalisti

invito-premio-1

Ed ecco i nomi dei vincitori e finalisti della VI edizione del Premio Nazionale di Poesia “Luciana Notari”!

La giuria del premio è presieduta da Nicola Crocetti e Maria Grazia Calandrone e composta da Simone Zafferani, Diego Vitali, Rosanna Gentili Carini, Francesca Ordeini.

Per la sezione Libro Edito di Poesia, il vincitore è

SEBASTIANO AGLIECO, “Compitu Re Vivi”, Il Ponte del Sale

i finalisti sono

MARCO CAPORALI, Tra massi erratici, Empirìa

LUIGI SEVERI, Specchio di imperfezione corona, La camera verde

Inoltre la giuria ha segnalato due opere meritevoli di attenzione:

GIUSEPPE GRATTACASO, La vita dei bicchieri e delle stelle, Campanotto editore

ELIO GRASSO, Varco di respiro, Campanotto editore

 

Per la sezione Testi Inediti di Poesia, il vincitore è

CORRADO GUERRAZZI

La seconda classificata è

ANNAMARIA FERRAMOSCA

 

Ringraziamo tutti i partecipanti al premio e vi aspettiamo il giorno sabato 17 maggio per la premiazione, che si terrà alle ore 17 presso la Sala Rossa di Palazzo Gazzoli, Via del Teatro Romano, 13.

 

I giudizi della giuria

Vogliamo condividere con voi le motivazioni che la Giuria ha elaborato per il Premio Luciana Notari. Vi consigliamo di leggere questi poesti perché sono straordinari!

Sebastiano AGLIECO, Compitu re vivi
Quello di Aglieco è l’emblematico attraversamento di una vicenda umana ampia abbastanza, resistente abbastanza da portare il dolore della perdita, da lasciare che l’intero essere tenda le braccia e presti il proprio ascolto al mormorio sommerso di un bene originario fatto di tempo e vicinanza. Aglieco si fa carico ontologico del tempo umano, di qualcosa che tutti attraversiamo, perdendolo. Qui lo spavento e la malinconia di una enorme perdita naturale sono alleviati assegnandosi un compito di vivo. Si rende onore testimoniando, si lascia traccia d’altri in forma di parola. Nel libro viene attivata una genealogia spaventosa e amorosa, dolorosa e amorosa, malinconica nella sua pervasiva sacralità. Nelle pagine di Aglieco sta tutta la fatica umana di crescere, di perdonare anche l’imperdonabile e il necessario, ovvero aver imparato a tradire, a non essere più trasparenti, non presentarsi più al mondo con lo sguardo buono dell’animale, portando in sé la nostalgia di un’origine che è innocenza e dialetto, vera linguamadre, prima della caduta nella Storia.

Marco CAPORALI, tra massi erratici
La poesia di Marco Caporali abita il mondo e ne riporta la deposizione misteriosa, testimonia uno sconosciuto e intimo luogo d’origine che ora si è rotto per diventare evidente e popolare il mondo, proprio come i massi erratici che danno titolo al libro. Caporali poeta tiene dunque la sua persona al cospetto del mondo, ambiente dal quale lasciar salire la propria esperienza del vivere, che ricade sulla pagina incidendola a volte con segni di esattissima malinconia. Il contatto con il paesaggio, gli umani e le umane forme dell’arte è continuo: la poesia di Caporali trae da sempre – e anche qui – ispirazione dalla natura e dell’altrettanto naturale lavoro umano, dall’umana abitazione del mondo, con declinazioni di struggente tenerezza, con rivoli di gioia e di una leggerezza matura, che si esprime perfettamente nella bellissima serie di haiku posta al centro del libro, dove abita la densa leggerezza, la chimica quasi aliena del Giappone.

Luigi SEVERI, Specchio di imperfezione corona
Con Luigi Severi ci troviamo privi di punti di riferimento ordinari, di schieramento sintattico: ci dobbiamo immediatamente fidare di lui, abbandonare le tracce conosciute e fare ingresso nel suo mondo ritmico e semantico. Lo facciamo di buon grado, poiché capiamo, fin dalle prime battute, che Severi non ci deluderà. La sua è infatti una mischia zanzottiana di linguaggi, la lama di un lirismo affilata al fuoco bianco delle scienze esatte, qualcosa insomma che riconosciamo per istinto e per quel poco di sapienza che ci è data. La poesia di Severi ci parla con voce doppia, ci chiede fiducia e abbandono e ci compensa con l’esercizio dell’intelligenza, nel quale sono incastonati piccoli laghi fermi di commozione, sia quando tratta di eresia e commedia e matematica, sia quando vocifera con le parole erotiche, mistiche e visionarie di un eccellente femminile umano. L’intero libro rappresenta una intelligente trascrizione di estasi e pensiero, ovvero dei modi di un maschio e di una femmina eccezionali per ribellarsi al male, che appare tema di fondo, basso continuo del materiale umano qui offerto.

Corrado GUERRAZZI
Dal paesaggio lombardo nasce una poesia che si fa cosmogonia, nascita del cosmo, sviluppo della forza verde che anima le cose, gli alberi come i pianeti. Quella di Guerrazzi è poesia naturale, più che poesia della natura. Poesia naturalis, che ricorda Lucrezio più che Plinio, l’ordine e il disordine delle cose, il gioco degli elementi, la forza che anima l’acqua, la pietra, la carne. La nascita di ciò che non è mai nato, senza alcuno spirito ad aleggiare sopra di esso.
Una poesia umana, perché mette la terra al centro del cosmo, la terra, come dice nei suoi versi, che è il centro dell’uomo – e non il contrario.

Annamaria FERRAMOSCA
Poesia che si immerge nella materia vegetale, vitale, tenta un’impossibile simbiosi. Unire lo spirito con la linfa, le mani con le foglie, le gambe con gli steli. Poesia che vive di un dialogo con la vita, anche quella di un albero di limoni. Quasi pascoliana nel suo tentativo di recuperare un linguaggio della e nella natura, un ritorno alle origini, a quella perduta Itaca che è l’origine della vita e dell’uomo. Poesia intima nel senso più alto, ma non sentimentale, colloquiale e filosofica, carnale, vegetale, minerale.

Leave a Comment

Filed under Senza categoria

Poetry slam! – TerniPoesia – 4 aprile 2014 – ore 21 Caos

poetry-slam

L’Associazione Gutenberg, nell’ambito del Festival TerniPoesia, organizza il suo primo Poetry slam, una gara di poesia aperta a tutti e tutte!

Il Poetry slam si terrà il giorno 4 aprile 2014, alle ore 21, all’interno del festival TerniPoesia, che si svolgerà al Caos di Terni, Viale Campofregoso 98.

La partecipazione al Poetry slam è aperta a tutti. E’ necessario solamente iscriversi inviando una mail a gutenberg98@fastwebnet.it oppure contattandoci sulla nostra pagina Facebook.

La gara seguirà il seguente regolamento:

  • Le poesie possono essere su qualsiasi soggetto e in qualsiasi stile.
  • Ogni poeta deve presentare propri testi originali.
  • Ogni testo dovrà avere una durata non superiore ai 3 minuti.
  • Il tempo sarà calcolato dal momento in cui inizierà la vera e propria lettura.
  • Non è permesso utilizzare alcuno strumento musicale o traccia musicale preregistrata.

Turni di eliminazione:

  • I concorrenti saranno inizialmente divisi in due gruppi, A e B. Una volta stilata la classifica provvisoria, passeranno alla seconda manche i tre poeti di ogni gruppo ad aver ottenuto il punteggio più alto.
  • Nella seconda manche, i poeti verranno riuniti in un unico girone. Passeranno alla fase finale i primi due poeti, sulla base della classifica provvisoria.
  • La terza e ultima manche vedrà lo scontro testa a testa tra i due finalisti. Quello che avrà ottenuto il punteggio più alto sarà il vincitore.

Giuria e punteggio:

La giuria sarà costituita a cura dell’Associazione Gutenberg e comprenderà:

  • Un giudice che, per ogni poesia, darà un voto da 1 a 10 solo ed esclusivamente sulla risposta del pubblico.
  • Un giudice che, per ogni poesia, darà un voto da 1 a 10 solo ed esclusivamente sulla lettura e sulla performance del poeta.
  • Tre giudici che, per ogni poesia, daranno un voto da 1 a 10 solo ed esclusivamente su contenuto, stile, metrica e altri aspetti specifici del testo.

Il vincitore e tutti i poeti saranno premiati dal caldo applauso del pubblico!

Leave a Comment

Filed under Senza categoria